Descrizione
“(…) storia della “Via que dicitur Patranico”, ovvero la “Stradella” che passava dall’antica abbazia di Patrania collegando il mare alla pianura e viceversa, detta anche Chamino de Lombardia,
Via di Stradella, Via del sale e Via del Mare. Una strada che comunque non è mai stata principale, ma “divertita” o “inopitam”, come era chiamata dagli antichi cronisti. In altre parole, un percorso alternativo che passava lungo i crinali dei monti congiungendo la costa ligure con la pianura padana. Strada che nell’estate del 1895 (altra curiosità) l’allora sedicenne Albert Einstein volle fare insieme ad un amico, percorrendola in quattro giorni.
Scopriamo allora che le invasioni dei nordici celti lasciarono nelle genti liguri anche alcuni cambiamenti nei costumi, come per esempio le “parentelle”, sistema di organizzazione sociale dei monti affine al clan scozzese. Senza poi dimenticare l’adozione del “gonello”, indumento simile al kilt, il cui uso non superò la barriera del Settecento. Queste colline, però, furono sempre famose soprattutto per il brigantaggio. Come disse Opizzo Malaspina il Grande, “…che volete, in siffatti paesi che nulla producono, bisogna vivere di furto”. E infatti un cronista dell’epoca descrive i briganti come “banditi di strada, feroci, bechi fotuti che areneghano Dio e assaltano viandanti dietro ai buschi alle Capanne de Carrega o alle Fracce de Artanna”. Uno famoso era Lazarino Capurro Bandito Capitale che dal 1670 al 1675 terrorizzo l’intera zona. Alla fine fu preso e giustiziato. Ma ascoltate le disposizioni che il Principe dava a Bartolomeo Capredone, commissario di Torriglia, circa il trattamento da usare al bandito Giorgio Mozzo, uno dei più feroci membri della banda di Capurro: “…farette che detto ministro tagli dal corpo il capo con le due braccia, il primo lo farete reponer nelle gabbie di codesta torre, cioè in quella più in fuori e l’altri, uno lo farette affiggere alle forche che sono vicine al luogo ove è stato estinto detto Mozzo e l’altro lo farete portare in Caprile con farlo attaccar in quel luogo istesso nel quale fu uccisa la moglie di Batta Mozzo. Prima che detto Ministro venghi all’esecutione farete suonar la Campana del Castello, affinché ogni uno possa concorrere e veder simil esempio per maggior terrore di malviventi”. (…)”






