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Curatori d’assalto

L’irrefrenabile impulso alla curatela nel mondo dell’arte e in tutto il resto Johan & Levi 2021 Brossura editoriale con risvolti, in 8vo, pp. 166 Ben tenuto, evidenziature a poche pagine, minimi segni altrove (macchiolina e firma alla prima pagina, un paio di pieghette) ISBN 9788860101655

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Descrizione

Dai look alle playlist, dai menu gourmet ai festival canori fino
addirittura ai matrimoni VIP, oggi tutto è “a cura di”, e i termini
“curare”, “curatore” e affini spuntano sulla bocca e nel curriculum di
chiunque voglia far leva su una qualche specificità e distinguersi
dalla massa. Se ormai anche le aziende più disparate hanno adottato
questa strategia della valorizzazione estrema dei contenuti, è nel
campo dell’arte che i curatori la fanno da padroni. Artefici di
collettive e biennali di alto profilo cui prestano nome e volto, i
vari Obrist, Christov-Bakargiev e Gioni offuscano il lavoro dei
singoli artisti diventando essi stessi protagonisti degli eventi che
sono chiamati a guidare, divisi tra l’esigenza di intercettare i gusti
del pubblico e la missione di plasmare una nuova avanguardia. Un
fenomeno iniziato negli anni novanta e propagatosi a macchia d’olio,
tanto che perfino i musei, un tempo santuari sganciati dalle
frenetiche emergenze del marketing, sono saliti sul carro dei
curatori, pronti a propinare una fruizione premasticata dei loro
tesori. Che cosa ha scatenato l’inarrestabile ascesa di questi
“garanti del valore” abilissimi a promuovere anzitutto se stessi, così
da apparire imprescindibili arbitri del gusto? In che modo questa
figura è filtrata nella cultura di massa determinando
un’iperprofessionalizzazione dei ruoli nel mondo dell’arte e un
proliferare di nuovi ambiti di specializzazione?

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