Descrizione
L’autore è il discendente dei principi Esterházy d’Ungheria, famiglia
di aristocratici vicini a imperatori e re. Quando, nel 1949, il
partito comunista impose un regime stalinista, la famiglia di Péter
decise di restare piuttosto che di andare in esilio. In questo libro
lo scrittore, accanito sperimentatore, racconta con una narrazione non
lineare la storia della famiglia dal 1500 in poi dando vita a una
lunga carrellata storica, in cui ogni antenato maschio viene chiamato
“mio padre” con un effetto di straniamento evidente.








