Descrizione
Affrontare il mare aperto è da sempre l’avventura delle avventure, la
sfida da cui originano le più incredibili scoperte, la metafora stessa
della vita. Per questo i più grandi scrittori si sono così spesso
misurati con gli abissi. Di questa sterminata letteratura si raccoglie
qui un «gruzzolo» di racconti che cresce via via per accavallamenti,
incroci, contrapposizioni, accordi e somiglianze lontane. Si disegna
così una rotta precisa e appassionante, che salpa da un punto sicuro
della mappa per giungere, in quattordici tappe, all’approdo finale. Un
lungo viaggio, sospinti dall’inesorabile capriccio del vento. Dal
dolore struggente della vedova ciola narrato da Melville alle
sorprendenti «istruzioni per l’uso del surf» impartite da London; dal
racconto-cortometraggio di Roald Dahl su un assurdo tuffo in mare – da
cui Hitchcock trasse un episodio televisivo – alla cruda storia dei
fratelli Javel e dei loro averi, magistralmente riportata da
Maupassant. Fino al resoconto di Moitessier, il più visionario
navigatore a vela del dopoguerra, vero cavaliere errante moderno. Ma
il mare è anche una categoria del «vedere», dell’immaginare, come nei
racconti di Pavese e Montale, in cui si narra l’esclusione o
l’inettitudine alla pratica marinara. E così il mare di Pessoa, visto
da un lido di vacanza, porgerà la promessa di una dolce regressione ai
primordi degli elementi, alla libertà originaria, alla calma nostalgia
della contemplazione. Allora non ci sorprenda se in questo viaggio,
tra incontri imprevisti, casi strani, e anche comici, ci capitasse la
sensazione di avere al nostro fianco un’ombra che non è un’ombra, un
compagno segreto, come nel racconto di Conrad o nei ricordi di
Shackleton, come durante le esperienze estreme. Come con la
letteratura.








