Descrizione
La lingua usata in carcere è un codice segreto. Con questo libro i
detenuti di San Vittore vogliono farla conoscere a chi vive libero,
nella convinzione che apprendere il loro linguaggio significhi prima
di tutto comprendere la storia e la cultura che lo hanno prodotto. 300
lemmi e decine di testimonianze personali in un libro scritto con
ironia e schiettezza, capace di comunicare l’umiliazione di una vita
decisa dagli altri in ogni minimo dettaglio e l’orgoglio dei piccoli
gesti di autonomia che fanno sentire ancora persone. Parole piene di
storia, come “I pugni nel muro” battuti un tempo fra cella e cella per
raccontare le novità di una giornata.






