Descrizione
Non ci può essere democrazia senza proprietà e mercato. Proprietà e
mercato vogliono dire capitalismo. Ma il capitalismo contrasta con la
democrazia. Come la mettiamo?
La complessa relazione che il capitalismo intrattiene con la
democrazia si caratterizza come legame necessario o come contrasto
irriducibile? E se sono veri sia il legame che il contrasto, qual è la
via d’uscita? Salvati sviluppa le sue argomentazioni confrontandosi
con le tesi di altri studiosi contemporanei: K. Phillips e R. Reich
sulle caratteristiche del capitalismo americano; A. Glyn su keynesismo
e neoliberismo, i due principali regimi di politica economica del
dopoguerra; R. Dahrendorf sulla difficile “quadratura del cerchio” tra
libertà, crescita economica e coesione sociale; J. Attali sulle
possibili misure di politica economica e sociale condivisibili da
destra e sinistra; M. Castells su media e democrazia; J. Dunn sul
conflitto tra democrazia come ideale politico e democrazia come forma
di governo. Fiducioso, nonostante tutto, che la conciliazione fra
capitalismo e democrazia sia possibile, anche se difficile, Salvati
privilegia un atteggiamento riformistico, concreto e insieme
riflessivo, lontano dal modo ideologico, gridato e approssimativo con
cui temi di questa importanza sono affrontati nel dibattito politico e
nella stampa quotidiana.







