Descrizione
Attraverso un percorso sinuoso tra diversi siti del mondo –
dall’Acropoli di Atene al Muro di Berlino – , passando per diverse
opere letterarie o cinematografiche e qualche ricordo, Marc Augé
sviluppa una intuizione che riguarda il senso del tempo e forse, al di
là, la coscienza della storia.
La vista delle rovine ci fa intuire l’esistenza di un tempo che non e
quello di cui parlano i manuali di storia o che i restauri cercano di
resuscitare. E un tempo puro, non databile, assente dal nostro mondo
d’immagini, di simulacri e di ricostruzioni; dal nostro mondo violento
che produce solo macerie: macerie che, per l’appunto, non hanno più il
tempo di diventare rovine. Un tempo perduto che capita all’arte di
ritrovare.








