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La luna nel pozzo cosmico

Contare, pensare ed essere Adelphi 1994 Collana Biblioteca Adelphi Brossura editoriale con sovraccoperta, in 8vo, pp. 530; figure nel testo Nastro adesivo al dorso; per il resto ordinari segni d’uso e del tempo; timbro “seconda scelta” al risvolto. Come da foto ISBN 8845910946

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Codice prodotto S21.278

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Descrizione

Da quando Galileo e Newton affermarono che la natura è scritta in
linguaggio matematico, il numero è diventato il baluardo di ogni
certezza, in un mondo dove le certezze in genere tendevano a
dissolversi. Ma che cos’è il numero stesso? Quale specie di esistenza
dovremmo attribuire a questi esseri che governano tutta l’esistenza?
Quando i matematici elaborano le loro costruzioni, scoprono in quel
momento qualcosa che esiste già o inventano un artificio? E, se si
tratta di un artificio (spesso astruso), come si spiega che alcune
remote realtà macrofisiche e microfisiche gli corrispondano così
docilmente? Come si spiega non solo che i matematici si ostinino a
cercare la luna nel pozzo (cosmico), ma che talvolta ce la trovino?
Nella cultura occidentale, da Platone in poi, tali domande sono state
poste senza tregua. Intanto i matematici procedevano imperturbabili a
espandere il loro reame. Ma negli ultimi cento anni hanno finito
anch’essi per turbarsi, perché l’intimità del rapporto fra matematica
e scienza sperimentale riproponeva gli antichi quesiti con nuova
urgenza. Ebbe così origine una crisi dei fondamenti che si può dire
non sia mai finita (e finirà mai?), mentre gli studiosi si spartivano
in tre scuole fondamentali in lotta fra loro come altrettante tribù.
Non c’è forse al mondo nessuno che possa introdurci con l’efficacia di
John Barrow a tali dispute, che coinvolgono più o meno tutto (o il
tutto). In questo libro – dopo che nel precedente, fortunato Il mondo
dentro il mondo si era chiesto «perché le leggi di natura hanno forma
matematica» – Barrow, con passo leggero, conduce il lettore dapprima
attraverso i sistemi di computo delle più antiche ed eterogenee
culture, in una sorta di iniziazione all’entità prima, il numero,
della quale vuole cogliere la natura. Prosegue poi esaminando la
posizione delle tradizionali scuole – formalisti, convenzionalisti,
intuizionisti – che continuano a confrontarsi sui fondamenti della
matematica. Infine, lascia intravedere una possibile, nuova
prospettiva del platonismo, e sfida il lettore a considerare come
possa benissimo darsi che la matematica del futuro finisca per
rivelarsi radicalmente diversa da quella che oggi ci è peculiare. Al
termine di questo tortuoso, affascinante itinerario, nessuno potrà
dire di vedere il numero con gli occhi di prima.

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