Descrizione
Nel suo provocatorio attacco al metodo, Feyerabend si schiera contro
una filosofia della scienza che, pur non avendo al suo attivo una sola
scoperta importante, beneficia della posizione di potere acquisita
dalla scienza, pretendendo addirittura di imporle i canoni e le norme
cui uniformarsi.
Ma la scienza ha bisogno della libertà più assoluta e, in questo
senso, è un’impresa essenzialmente anarchica, non riconoscendo alcun
vincolo alla sua attività, né alcuna autorità al di sopra di sé,
neppure la ragione. Le regole che i filosofi della scienza sono venuti
astraendo dal suo progredire hanno creato entità fittizie che non
hanno più nulla in comune con il concreto procedere della ricerca. Lo
studio della storia della scienza dimostra infatti che l’applicazione
delle norme inventate dagli epistemologi avrebbe reso impossibile lo
sviluppo scientifico.
Per Feyerabend il progresso scientifico – da considerare solo alla
luce del contesto storico – richiede, invece, che inventività e
creatività non vengano inibite ma possano svilupparsi e manifestarsi
senza freni.
In occasione dei trent’anni dalla morte di Feyerabend e a cento anni
dalla sua nascita, questa nuova edizione aggiornata propone la
versione definitiva di un testo ormai classico del pensiero di uno dei
più imponenti intellettuali del Novecento.








