Descrizione
Scrive Pietro Citati a proposito di Alice Munro: «All’improvviso apre
uno spazio bianco in un racconto. In quel bianco trascorrono anni,
decenni: un abisso allontana il presente e il passato; il tempo passa
senza che nessuno se ne accorga; e noi avvertiamo, al tempo stesso, il
senso della continuità e quello della lacerazione che formano il
tessuto diseguale della nostra vita».
In questa nuova raccolta della Munro, contrariamente a quanto succede
nelle altre, ci sono tre racconti – Fatalità, Fra poco e Silenzio –
che hanno come protagonista la stessa donna, collegati. O meglio,
separati da bianchi abissi in cui il tempo e i sentimenti precipitano
per poi riaffiorare dando vita a situazioni che costituiscono storie a
se stanti: cesure drastiche, ma non dissimili dai «bianchi»
all’interno di ciascun racconto di cui parla Citati. È come se le
storie della Munro tutte insieme narrassero un lungo romanzo-mosaico
in cui ciascuna tessera è la vita di una donna e del paesaggio umano e
naturale che la circonda.
Quella di Juliet, la protagonista dei tre racconti sopra menzionati, è
la storia della separazione traumatica e dolorosa fra una madre e una
figlia, attraverso la quale entrambe ritrovano la propria identità e
il coraggio di vivere seguendo il desiderio, invece che il dovere.






