Descrizione
«Poeta per poeti» – nel senso che fu amato nella cerchia esclusiva di
T.S. Eliot, ma anche nel senso che le sue short stories sono opere
maestre del genere – De la Mare fu tradotto per la prima volta in
Italia nel 1948 (Memorie di una donna in miniatura) e la sua
sensibilità fu subito compresa da Emilio Cecchi che così scrisse
dell’impressione avutane: «Evocato un folletto difficile è
liberarsene». Ed è una posizione, quella di poeta per poeti, che vien
voglia di lasciargli, perché ad entrare nelle sue atmosfere accoglie
un’intimità suadente e appena un po’ apprensiva. Creature escluse per
la loro diversità dalle tranquille versioni naturali del mondo
raccontano di avventure quotidiane, trascorse nelle zone d’ombra dove
il volto dell’enigma più facilmente s’affaccia e nasce l’inalleviabile
sgomento. E dal loro punto di vista il mistero promana incerto,
persistente, melanconico, come un profumo che evoca lontani ricordi. E
resta alquanto, come un folletto.






