Descrizione
È il 1463, François Villon sparisce. Noto alla giustizia francese per
le numerose risse, i reiterati furti e l’omicidio di un religioso,
negli ultimi anni ha frequentato principi, poveracci, puttane e preti,
vagabondando fra Parigi e la valle della Loira, cercando invano di
sopire la sua inquietudine. Dopo l’ennesima condanna, poco prima
dell’esecuzione per impiccagione, scompare. Una fuga che crea intorno
a lui la fama di poeta bandito, anzi, del primo poeta maledetto.
Sparisce lasciando i suoi versi: poesie che sono preghiera, invettiva
contro i potenti e celebrazione delle persone disperate ma
strenuamente attaccate alla vita. In una nuova traduzione, Roberto
Mussapi si confronta con uno dei più grandi poeti di tutti i tempi,
restituendo alla sua voce audacia e tenerezza, angoscia e
passionalità, smarrimento e grazia.







