Descrizione
Quando si comincia a leggere questi Diari, si ha l’impressione di
seguire le febbrili annotazioni di una bella ragazza americana che
scopre l’Europa, con i calzini bianchi e un boyfriend al seguito.
Tutto vibra, tutto sprizza energia, c’è un senso di attesa che si
impone su tutto. Ma presto ci accorgiamo che le cose non stanno
esattamente così. O meglio: non soltanto così. Troppo preciso è il
segno delle parole, troppo snebbiato lo sguardo, troppo inquietante lo
sfondo psichico che si intravede. Così ci immergiamo in una lettura
sempre più appassionante e talvolta angosciosa: il giornale di bordo
di una sensibilità acutissima, lacerata e drammatica, quella di una
scrittrice che, per i suoi versi e per il suo tragico destino, è
presto diventata, nei nostri anni, un magnete e un emblema per molti
lettori – ovvero anche, come si dice con inconsapevole esattezza, un
«culto».
Questo volume raccoglie parte dei diari che la Plath scrisse tra il
1950 e il 1962, e che furono pubblicati per la prima volta nel 1982.








