Descrizione
Per Stefan Zweig, tra i più grandi biografi del Novecento, dalla vita
dei geni non solo possiamo scoprire la radice dei loro capolavori, ma
anche la chiave per interpretarli al meglio. Nel Dostoevskij dello
storico austriaco, letteratura e psicologia si intrecciano, si
rispecchiano e si fondono tra loro. Analizzando minuziosamente
l’esistenza del grande scrittore russo, Zweig ne tratteggia le luci e
le ombre, mostra come egli riuscisse a vivere appieno anche le
sofferenze più atroci, traendone ragione di vita e di scrittura. La
povertà, l’epilessia, la deportazione in Siberia e le altre sventure
che hanno caratterizzato la sua esistenza terrena sono per lui la
strada che scende nelle profondità dell’animo umano e lo eleva verso
l’assoluto; il crimine e il vizio sono vissuti sia come caduta sia
come missione; il martirio e il peccato sono il nutrimento di un’arte
che rifiuta ogni limite, ogni dettame.






