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Enrico Berlinguer

L’Unità 1985 Collana documenti Brossura editoriale, formato 30×23,5, pp. 268, interamente illustrato Buone condizioni, segni d’uso alla copertina (pieghetta a uno spigolo, modesta usura al dorso) pagine senza segni d’uso

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Descrizione

“Non un intento di retorica celebrazione, a un anno da quella morte che tutti ci rese sgomenti, e neppure la pretesa di storicizzarne qui la figura e il pensiero. Piuttosto il tentativo di ripercorrere le tappe più significative dell’itinerario umano e politico di Enrico Berlinguer attraverso le idee, gli avvenimenti, i luoghi, gli affetti, le emozioni anche, ove esso si è compiuto.
Un eccezionale corredo fotografico, per grandissima parte inedito, accompagna un’ampia ricostruzione biografica e una ricca documentazione politica: dall’infanzia in Sardegna agli incontri internazionali, alle esperienze nella Fgci rifondata, al lavoro parlamentare, alla guida dei comunisti italiani in anni di tumultuose trasformazioni.
Il racconto di testimoni e di collaboratori diretti viene poi a illuminare, e per la prima volta, alcuni momenti particolarmente importanti della elaborazione politica, dello stile di lavoro, dell’azione concreta di Berlinguer segretario: gli incontri riservati con Aldo Moro, i rapporti internazionali, il ruolo delle donne, la «questione morale», la genesi della proposta di «compromesso storico, il passaggio all’«alternativa», l’«austerità» e la stessa faticata adozione delle parole adatte a riassumere il senso di scelte politiche destinate ad avere enorme rilievo per il Pci e per l’Italia.
Questo libro dell’Unità non è stato progettato nel freddo di un laboratorio politologico ma nel fuoco vivissimo di battaglie difficili, di riflessioni aperte, di ricerche in atto: battaglie e riflessioni e ricerche che Berlinguer ha promosso, stimolato, alimentato della sua intelligenza e del suo coraggio.
Tutte le testimonianze qui raccolte – di compagni, amici, avversari politici, giornalisti, scrittori, uomini di Stato – recano la traccia evidente di questa temperie. Sta anche qui, in questa vivezza, il segno di ciò che l’Italia ha perduto in quegli amari giorni di Padova.”

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