Descrizione
Da un’affascinante microstoria, Marius Schneider risale a una teoria
generale della conoscenza umana. Tale è l’itinerario tracciato dal
grande musicologo alsaziano in questo volume capitale, muovendo
dall’interpretazione della iconografia animale scolpita sui capitelli,
nei chiostri altomedievali di San Cugat del Vallés e della cattedrale
di Gerona, in Catalogna.
Una musica pietrificata è inscritta nei chiostri. Si tratta di inni
liturgici, raffigurati attraverso complesse relazioni tra suoni e
immagini di animali, fino a stabilire precise equivalenze: ad esempio,
pavone = re, toro = mi, e così via. Queste relazioni, esistenti nella
trattatistica orientale e passate nell’Occidente medievale,
costituiscono per Schneider residui di una cosmogonia univoca, di cui
l’umanità primigenia è stata depositaria e in cui la nascita del mondo
e delle sue leggi scaturisce dal suono e dalla sua organizzazione
musicale.
L’antica cosmogonia e le sue implicazioni filosofiche e religiose
sarebbero però state cancellate in gran parte dal razionalismo e dallo
scientismo; tuttavia ne affiorano smembrati frammenti, trasmessi
attraverso caste di sacerdoti e di iniziati, in civiltà lontane nel
tempo e nello spazio, da quelle dei cacciatori in America, Africa e
Asia alle cosiddette alte culture della Cina, dell’India, della
Persia, come suggestivamente illustra Schneider.
D’altra parte, anche il razionalismo occidentale, da Pitagora in poi,
ha considerato la musica come un linguaggio dotato di virtualità
sovrannaturali ed esoteriche, per il fatto che la musica, non
esprimendosi con segni espliciti, appare ineffabile e di origine
cosmica, ad esempio nel suo rispecchiare la «musica delle sfere». Su
queste virtualità esoteriche Schneider si è impegnato, con metodologia
scientifica ineccepibilmente positivista, per ampliare una
problematica e prospettare resistenza di una primigenia conoscenza
umana, rimasta al di fuori del razionalismo nell’Occidente europeo:
ipotesi affascinante, che nella cultura razionalista trova posto come
prezioso ausilio per affinare più duttili e acuti strumenti critici e
storiografici, sul genere di quelli messi in giuoco in questo
straordinario saggio di musicologia comparata.













