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La tigre bianca

Einaudi 2008 prima edizione Copertina rigida con sovraccoperta, in 8vo, pp. 232 Perfette condizioni ISBN 9788806192006

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Descrizione

Seduto alla sua scrivania, l’imprenditore autodidatta Balram Halway,
detto la Tigre Bianca, scrive sette lucide e impietose lettere al
primo ministro cinese che si appresta a visitare l’India. Gli racconta
delle proprie origini e delle propria storia: la storia di un ragazzo
di una delle caste piú basse che da un fangoso villaggio all’interno
del paese (dove «ogni buona notizia si tramuta in una cattiva notizia,
e in fretta») arriva a New Delhi, dove mall luccicanti, sontuosi
palazzi e auto tirate a lucido da magri autisti in ciabatte si
accostano a bordelli di lusso con bionde prostitute dell’Europa
dell’est. Qui, nel nuovissimo quartiere di Gurgaon, Balram Halway
assiste alla progressiva e inarrestabile corruzione del suo padrone,
ne assimila la mentalità e intuisce che il modo per fuggire dalla
gabbia della miseria esiste: commettere un omicidio, rubare e mettersi
in proprio. Grazie a un duro lavoro, a pasti trangugiati in fretta, a
un codice morale dettato dalle necessità produttive, ma soprattutto
applicando le auree regole degli affari apprese da Mr Ashok, il suo
defunto ex principale, il successo non tarda ad arrivare. Per il
futuro si vedrà: forse potrebbe investire parte del proprio capitale
in una scuola per bambini poveri di Bangalore: una scuola piena di
Tigri Bianche, in cui non si parla né di Gandhi, né dei 36 milioni di
divinità indiane.

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