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L’uomo che amava i bambini

Biblioteca Adelphi 2004 Brossura editoriale con sovraccoperta, in 8vo, pp. 561 Volume compatto e senza segni d’uso, annerimento da lunga giacenza al taglio pagine superiore e macchia in quarta di copertina; carta brunita. Come da corredo fotografico ISBN 8845918777

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Codice prodotto S18.582/800

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Descrizione

Le famiglie, com’è noto, fra le altre cose generano mostri – e talvolta da mostri vengono distrutte. Forse a questa verità generale siamo preparati: molto meno alla constatazione che possano esistere mostri come Sam, in apparenza il più tenero, sorridente, affidabile dei mariti e dei padri. Per parlare con i suoi figli, e per attirarli a sé, Sam è disposto a tutto, anche a inventare una sua personalissima versione della lingua artificiale e orribilmente dolciastra con cui gli adulti spesso immaginano che i bambini amino comunicare. Eppure, in questo caso il trucco va a segno, e il lessico familiare, luccicante e perverso di Sam trascinerà inesorabilmente in un gorgo patologico e autodistruttivo prima la moglie Henny, poi i sette ragazzi nati dal matrimonio. L’uomo che amava i bambini, l’opera per la quale Christina Stead viene considerata una narratrice fra le più potenti delle ultime generazioni, non è certo il primo tentativo di sottoporre a dissezione il corpo della famiglia – ma è senz’altro, dal punto di vista romanzesco, uno dei pochi destinati a restare. Ed è soprattutto un libro, come ha scritto Randall Jarrell, in cui il lettore non può fare a meno di chiedersi, quasi a ogni pagina: «Ma come ha fatto a sapere tutte queste cose – di me?».

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