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Note sul “Ramo d’oro” di Frazer

Adelphi 1992 Collana Piccola Biblioteca Brossura editoriale con risvolti, in 16mo, pp. 92; con un saggio di Jacques Bouveresse Ben tenuto, piccola firma di proprietà, fisiologica giallitura carta ISBN 8845901831

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Codice prodotto S21.373

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Descrizione

Queste Note sul “Ramo d’oro” di Frazer sono una fra le più singolari
delle molte sorprese che ha offerto in questi anni, e continuerà a
offrire, la pubblicazione degli inediti di Wittgenstein. In queste
rapide e densissime pagine, che raccolgono una serie di postille alla
grande opera di Frazer, attraverso la quale la cultura occidentale
aveva preso ufficialmente atto del mondo religioso dei ‘primitivi’,
Wittgenstein ha dato il suo unico contributo ‘esplicito’
all’antropologia – e anche in questo caso è riuscito a creare quel
ribaltamento delle prospettive che il suo pensiero ha portato dovunque
si sia mosso. Innanzitutto abbozzando una ‘antropologia
dell’antropologo’ – fondata su questo assioma: «Frazer è molto più
selvaggio della maggioranza dei suoi selvaggi» – davvero sbalorditiva,
se si pensa che le prime di queste pagine sono del 1931, mentre le
‘scienze umane’ hanno cominciato a porsi quel problema, peraltro in
modo piuttosto goffo, solo in questi ultimi anni. Inoltre,
Wittgenstein ci propone qui certe letture di fatti religiosi
‘primitivi’ che non solo mostrano come Frazer spesso desse, di quegli
stessi fatti, una banale razionalizzazione ‘vittoriana’, ma in certo
modo li toccano al cuore, con quella capacità di percepire e definire
le esperienze più complesse e inafferrabili di cui Wittgenstein dà
prova in tutta la sua opera, tanto che appare più che giustificata
l’indagine condotta da Jaques Bouveresse nel saggio qui pubblicato in
appendice, che tende a ritrovare, soprattutto negli scritti della
‘seconda fase’ di Wittgenstein, un vero tesoro ancora da scoprire di
osservazioni antropologiche.

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