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Poesie

Prefazione di Fabrizio De André Traduzione, introduzione e cura di Luigi de Nardis Feltrinelli 1996 Collana I Classici Universale economica Brossura editoriale, in 8vo, pp. 117; testo originale a fronte Ben tenuto, piccola firma di proprietà come da foto, ordinari segni del tempo alla copertina, volume compatto, pagine senza segni d’uso, carta brunita ISBN 880782129X

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Descrizione

“Caro François, nel 1963 mi capitò di leggere su un quotidiano che in
Sud Africa le autorità celebravano senza saperlo il cinquecentesimo
anniversario della tua scomparsa…“ Così principia la
lettera-prefazione di Fabrizio De André, una missiva lanciata
attraverso i secoli e capace di evocare la voce e i tratti di François
Villon, il “cattivo soggetto”, il “ribelle”. Da Bertolt Brecht a
Georges Brassens, non c’è stato poeta che non abbia sentito la
“musica” dei suoi lais, delle sue ballate e non abbia cantato a sua
volta il vino, le taverne e la maledizione della giovinezza perduta,
le ragazze di piacere, i balordi e la ribellione alla morale comune.
Al di là dell’orizzonte leggendario in cui l’uomo Villon è
incorniciato, la sua poesia resiste implacabile al tempo, limpida,
mordace, dolcissima, e le sue neiges d’antan, le sue “nevi
dell’altr’anno”, continuano a incarnare l’immagine irriducibile della
malinconia che accarezza tutte le umane avventure.

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