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Ritratto della scrittrice da giovane. Lettere 1896 – 1912

Con un saggio di Nadia Fusini UTET 2017 Copertina rigida con sovraccoperta, in 8vo, pp. 326 Ottime condizioni, fisiologica brunitura carta ISBN 9788851153243

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Descrizione

Lungo la sua vita Virginia Woolf tenne un fittissimo epistolario: a
leggerlo tutto insieme, compone una sorta di autobiografia sui
generis, intima e sincera. Le lettere scelte raccolte in questo volume
tratteggiano un Ritratto della scrittrice da giovane, dalla
fanciullezza fino al matrimonio: dalle prime, scritte quando era
ancora una ragazzina, la raccolta si snoda raccontando l’insorgere
della malattia, le amicizie affettuose, le collaborazioni
giornalistiche e l’impegno civile. In questi pochi anni di gioventù
già si addensavano i presagi di un destino tragico, tanto geniale e
creativo quanto doloroso e infelice.

Ma non è solo un autoritratto epistolare. Pagina dopo pagina, come
spiega nel suo saggio introduttivo Nadia Fusini, entriamo nella stanza
della scrittrice: «I miei amati libri col dorso di pelle, così belli,
ritti sugli scaffali, un bel fuoco, la luce elettrica, un’enorme massa
di manoscritti, lettere, bozze, penne e inchiostri sul pavimento e un
po’ dappertutto». Che si dilunghi nella descrizione della società del
tempo o annoti brevemente i piccoli problemi quotidiani, che analizzi
i romanzi più in voga o getti il seme delle idee che confluiranno
nelle sue future opere, la scrittura di Virginia Woolf costruisce un
ritratto intimo e vibrante, un tassello fondamentale per capire
l’opera e la personalità di una delle autrici più amate di sempre.

«Negli anni che vanno dal 1896 al 1912, Virginia, che è nata nel 1882,
è prima un’adolescente, sviluppa poi in una giovane ragazza e nel 1912
infine diventa una donna vivace, allegra, divertita, a volte annoiata,
per lo più manifestamente eccitata, travolgente nella sua ironia, e
spiritosa, altre volte malinconica, afflitta com’è da dolori e lutti
che l’esistenza non le risparmia. Sono la sua iniziazione alla vita,
al ritmo alternato di gioia e dolore che ne segnano il tempo. C’è
molta gioia, eccitazione, tenerezza e felicità, e c’è molta bellezza;
ma c’è anche molta angoscia e molta apprensione e molta infelicità
nell’esperienza del vivere. Virginia Stephen sente la gioia e soffre
il dolore e cresce.»
dalla prefazione di Nadia Fusini

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