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Tubutsch

Adelphi 2000 Collana Piccola Biblioteca Brossura editoriale con risvolti, in 16mo, pp. 78 Buone condizioni, scoloritura da giacenza al dorso, firma di proprietà, pagine senza segni d’uso, giallitura dal tempo; come da foto ISBN 8845915484

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Descrizione

«Mi chiamo Tubutsch, Karl Tubutsch. Dico il mio nome solamente perché
non possiedo altro se non questo nome»: così si presenta il
protagonista di questo racconto che, quando apparve nel 1911, doveva
suonare azzardato e provocatorio. E la sua carica, occorre aggiungere,
è rimasta intatta. Bastano poche righe ed eccoci nel territorio di una
certa «prosa assoluta» – quella di Gottfried Benn o di Carl Einstein
–, costruita come una sequenza di gemmanti associazioni e
dissociazioni, in un continuo oscillare fra registri che vanno
dall’assurdo di livida tonalità al grottesco esilarante, al
disperatamente nichilistico. A parlare non è un soggetto integro, ma
lembi di un soggetto che vagabonda per le vie di Vienna. Tutto si
collega attraverso brevi e imprevedibili scariche di elettricità
verbale. E ovunque sentiamo l’accento dell’espressionismo più puro,
dolente ma privo di patetismo. Lo stesso accento che domina nel
Suicidio di un gatto, l’altrettanto folgorante racconto che qui si
accompagna a Tubutsch.

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